Recanati. Se non fosse lui, potrebbe essere un borgo tra i tanti, nelle Marche. Invece, poche sillabe sapientemente costruite, a dischiudere sentimenti e pensieri infiniti, hanno eternato per sempre piazze, edifici, torri, luoghi e momenti del paese.
A piedi si segue il filo dei versi leopardiani. Ecco il ‘paterno ostello’, il Palazzo Leopardi; entriamo; tra le ‘sudate carte’ del giovane poeta, ecco il manoscritto autografo dell’Infinito.
A pochi passi, la Piazzetta del Sabato del Villaggio: alla mente torna l’immagine della gioventù del borgo vestita a festa, ‘che mira e è rimirata’.
Andando avanti, compare la Scalinata di Nerina, la fanciulla delle Rimembranze. E poi, lo sguardo si eleva a cercare la torre del Passero Solitario, che canta alla campagna ‘finché non muore il giorno’.
Infine, si sale fino alla sommità del paese, sul colle dell’Infinito; al di là delle siepe, Leopardi immaginava ‘interminato spazio’ e ‘sovrumani silenzi’ e ‘profondissima quiete’.
Suggestioni del Parco letterario Giacomo Leopardi, a Recanati.